Personaggi Illustri
Marco Berardi. Nativo di Mangone. Di certo ancor oggi la sua figura si alimenta di leggenda e verita'. Personaggio molto amato dai mangonesi che gli hanno dedicato una strada.
Combatte' l'Inquisizione e gli Spagnoli. Si rivolto' all'inquisizione durante la repressione armata dei Valdesi. Coinvolto in questa guerra di religione, fu imprigionato nelle carceri di Cosenza dove fu condannato ad essere torturato e poi bruciato vivo sulla piazza di Cosenza.
Evase insieme ad alcuni accoliti e a Pietro Cicala rifugiandosi in Sila. In questo Altopiano formo un vero e proprio esercito, tanto che i suoi lo soprannominarono Re Marcone. A capo di un esercito di 1500 uomini combatte' le milizie di Filippo II mando'. Noto e' lo scontro avvenuto alle rive del fiume Neto. Le milizie spagnole, malgrado l'esperienza nel combattimento, ebbero sempre la peggio con la rabbia e la ferocia degli uomini di Marco Berardi. Nel 1563 progetto' di conquistare Crotone e, arrivato fin sotto le mura della citta', il Vicere' gli speda contro Fabrizio Pignatelli, marchese di Cerchiara a capo di 600 uomini di cavalleria, 3080 di fanteria.
Il Berardi fu avversario ostico tanto che la Chiesa ed il Vicere' intrapresero vie diverse da quelle dello scontro armato.
La Santa Inquisizione promise il perdono per chi lo tradisse, il governo spagnolo grosse taglie per chi lo uccidesse.
Quest'ultima via fu quella giusta!
Marco fu abbandonato da tutti tranne Giuditta, la sua compagna. Furono trovati morti dopo diversi mesi in una grotta nell'altopiano silano.
Enzo Grano trascrittore,sceneggiatore e saggista, mangonese di nascita ma residente a Napoli,nel suo recente libro "Un rivoluzionario chiamato re",evoca le gesta del rivoltoso calabrese che ribellandosi ai soprusi dei piu' forti ipotizzo' la nascita di una Repubblica Popolare avallata poi dalle proposte contenute nell'opera "Citta del sole" del frate domenicano ed anch'egli calabrese, Tommaso Campanella.
Valerio Mangone discendente dalla famiglia Maurogona che per rivendicare l'origine della sua stirpe dalla Mauritania si fece chiamare Mauro, fu uomo di lettere molto ammirato anche dall'Imperatore Carlo V che, nel 1539, durante la sua permanenza a Cosenza di ritorno dal suo viaggio vittorioso in Tunisia, lo ricopri' pubblicamente di lodi . Fu eletto Commensale e poi Mastrogiurato al Sedile di Cosenza(1554-1555).
Francesco Mauro letterato, nacque nel 1590. Edotto latinista e grecista. Eccelso medico. Sposo' la causa di Tommaso Campanella di cui era intimo amico come lo era di Sertorio Quattromani. La Biblioteca Vaticana conserva la corrispondenza che Sertorio Quattromani aveva con Francesco Mauro.
Lucio Vitale. Di lui possediamo un carme in lode a Giovanna Castriota. Nel 1596, sotto il governo Olivares, fu notificato il I progetto di vendita dei Casali di Cosenza. Il riscatto di 40.000 ducati evito la feudalita' dei Casali. Nel 1631 il secondo progetto di vendita. Dovettero uscire dalle tasche dei casalesi 50.000 ducati per evitare di essere venduti.
Frate Macario Gambini da Mangone. Nato nel 1701, fin dalla tenera eta' si dette allo studio della teologia. Fu frate francescano dell'Ordine dei Minori. Ricopri' diverse cariche, dapprima come Grande Predicatore, poi come Lettore. Nel 1740 fu eletto Padre Provinciale nel Convento di Orsomarso. Nel 1742 rinuncio al suo provincialato per dedicarsi a scrivere la vita del Beato Angelo di Acri. Scrisse molte altre opere. Nel 1755 venne eletto nuovamente Padre Provinciale e questa volta, porto' a termine il suo mandato.
Giuseppe Mauro di professione avvocato che esercitava brillantemente a Napoli. Partecipo' ai moti del '33. accusato per reati politici fu costretto ad emigrare prima in Francia e poi a Ginevra dove incontro' Elia Brenza, emissario mazziniano. Nel '48 dall'estero, incitava i liberali moderati a non "scambiare la liberta per la licenza". Fu eletto nel ballottaggio del 2 maggio del 1848 come deputato del Governo Provvisorio di Cosenza.
Pasquale Mauro. Fratello di Giuseppe, Capitano della Guardia Nazionale di Cosenza. Per le sue idee liberali pati' mille tormenti. Dapprima ricercato nella casa di Mangone da dove riusci' a sfuggire grazie ad un tunnel segreto che dall'abitazione collegava una sua proprieta' di campagna. Costretto dai Borboni alla latitanza per molto tempo, fu tradito dallo stalliere. Fu imprigionato nelle carceri di Cosenza, dove si ammalo di una malattia polmonare. Le sue condizioni peggiorarono sempre di piu con il passare del tempo. La suocera Anna Bavosi in Combet intervenne direttamente chiedendo pieta al Re per il genero e fu concesso domicilio forzato a Scalea. Neanche questa soluzione risulto ottimale . Si trasferirono a Napoli dove l'8 settembre del 1855 trovo la morte.
Ettore Mauro. Fu sottoposto a processi. Uno lo ebbe per i moti avvenuti nel 1837. Secondo l'accusa aveva partecipato ad una riunione contro il Governo, avvenuta a Piano Lago. Non avendo pero la magistratura raggiunta la prova di fatto fu scarcerato. Nel maggio del '59 nuovo processo per lo stesso insieme ai suoi fratelli Camillo, Ettore e Giuseppe. La motivazione fu "Cospirazione ad oggetto di distruggere o cambiare il Governo, nonche' cospirazione contro la Sacra persona del Re. Avvenuta nella fine del 1856, e principii del 1857". Anche qui non si ebbero prove sufficienti per poter imprigionare i Mauro
Antonio Serravalle. Nacque a Mangone il 28 luglio del 1802 da Francesco e Mauro Giuseppina.
Studio nel Collegio di Cosenza dove Gioacchino Murat gli concesse una piazza franca. Nel 1820 per la sua ostilita' verso i Borboni, la sua famiglia subi' feroci persecuzioni. Mandato a Catanzaro, fu dapprima Patrocinatore, poi esercito la professione di avvocato. Fu presidente dell'Accademia di Scienza e Lettere, membro del Consiglio Generale della Provincia Ultreriore II e della Societa' Economica.
Nel 1868 fu chiamato dagli eremiti di Laurignano per la disputa legale che prevedeva la fuoriuscita dai territori sacri di questi ultimi. La vittoria fu cosi' gloriosa che il Cavaliere Giuseppe Rossi dedico un'Elegia di ringraziamento. Nel 1876 il Ministro della Pubblica Istruzione Bonghi propose a Sua Maesta' il Re la nomina del Serravalle a Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia, ricevuta il 22 febbraio dello stesso anno.
Mori' il 24 gennaio del 1893, lasciando alla Biblioteca Comunale circa 15.000 volumi da lui con paziente cura raccolti e anche una ricca collezione di autori antichi e moderni.
Diede alla stampa molti dei suoi scritti: Scritti d'occasione, La notte del 7 ottobre del 1877, Memorie della Magistratura del Foro di Catanzaro 1809 ai nostri tempi, Orazioni per gli eredi di Nicola Mira belli, Apotemi e cronache forensi, Reminescenze pel il tempo a venire, Addizioni e reminescenze. In tutte queste opere descrive tutta la sua vita.
Comune di Mangone, PIAZZA PIETRO MANCINI, 1 - 87050 Mangone- Tel.0984 98 74 69 - fax 0984 98 74 70 E-mail: info@comune.mangone.cs.it - PEC:amministrazione@pec.comune.mangone.cs.it








